Luna

Radio Supernova puntata del 30 maggio 2018

Alla sezione Supernova -> Podcast di astronomia è disponibile la quinta puntata di Supernova della nuova stagione. Buon ascolto!

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In vena di riprese planetarie

Trovandomi presso l’Astrobioparco di Felizzano per lavoro dal 24 al 27 maggio, non ho potuto resistere alla tentazione di provare il rifrattore TMB 175 / 1400 apocromatico tripletto FPL53 su montatura equatoriale alla tedesca RM-300, ritratto qui sotto in tutta la sua imponenza assieme all’autrice del blog:

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Si tratta di un ottimo strumento per l’osservazione dei pianeti e della Luna, perchè fornisce immagini molto nitide…peccato però che queste sere siano state caratterizzate da foschie ed elevata turbolenza atmosferica, per cui non abbiamo potuto apprezzare in pieno le performance di questo strumento. Questo però non ha scoraggiato l’astrofilo svizzero Yuri Malagutti in vacanza a Felizzano e la sottoscritta a tentare comunque un serrato programma di osservazioni e riprese planetarie e lunari! Con Yuri abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra: lui mi ha gentilmente prestato le sue lenti di Barlow apocromatiche e la torretta binoculare, io ho puntato il telescopio e movimentato la cupola. Certo non capita tutti i giorni di puntare manualmente un telescopione da 20000 euro: all’inizio il timore di rompere qualcosa era elevato e sudavo freddo, ma poi, memore degli insegnamenti del buon Giuliano, titolare di Tecnosky, tutto è filato liscio. In caso contrario, come minimo non sarei qui a scrivere queste righe, e i miei resti sarebbero stati dati in pasto alle rane del laghetto del parco…

Abbiamo iniziato con Giove, poi la Luna, in seguito Saturno e concluso con Marte. Per ognuno di essi abbiamo prima osservato visualmente attraverso la torretta binoculare di Yuri, poi fatto le riprese con le nostre telecamerine e lenti di Barlow apocromatiche da 2x, 3x, 4x di Yuri. Abbiamo cominciato con Giove, che faceva bella mostra di sè a sud: nei momenti di seeing calmo si potevano vedere molti dettagli, oltre le bande equatoriali, come ad esempio sottili bande scure vicine alle zone polari, e addirittura una sottilissima banda tra le due bande equatoriali! Erano ben osservabili anche tanti piccoli ovali bianchi in fila uno dietro l’altro. A tratti ci sembrava di vedere la Grande Macchia Rossa, ma vista la turbolenza non siamo mica sicuri di averla osservata.

[Cliccare sull’immagine per vedere le altre foto dei pianeti]

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Il meglio è però arrivato con la Luna: grazie alla torretta binoculare sembrava di sorvolare la superficie del nostro satellite con un’astronave: le ombre dei crateri si proiettavano nitide, e gli stessi crateri avevano quasi un aspetto tridimensionale.

Saturno ci ha rivelato dettagli più sfumati di quelli di Giove, si potevano scorgere deboli sfumature di colore nella sua atmosfera; si notava però bene la Divisione Cassini, quella lacuna nell’anello di Saturno che prende il nome dall’astronomo Giovanni Domenico Cassini, grande studioso di Saturno vissuto a cavallo tra ‘600 e ‘700.

Marte si è rivelato il pianeta più ostico, perchè molto basso sull’orizzonte sud – est, e immerso in pesanti veli: nonostante questo siamo stati comunque in grado di osservare una grande macchia scura a forma di X sulla sua superficie. Pazienza, ci rifaremo con l’opposizione marziana del 27 luglio 2018, quando il suo diametro apparente passerà dagli attuali 20″ a 24″ circa.

 

Congiunzione Luna – Venere del 18 maggio 2018

Ecco una breve animazione della congiunzione Luna – Venere del 18 maggio 2018. L’idea originaria era fare qualche scatto statico del fenomeno, ma i densi nuvoloni che si profilavano all’orizzonte e che in breve hanno inghiottito il pianeta Venere (visibile per un istante dopo circa tre secondi in basso a destra rispetto alla Luna) mi hanno costretto al piano B: un’animazione del movimento della Luna che sta per tramontare.

Dati tecnici:
Canon EOS 1300 D + ottica EFS 18 – 55 mm + treppiede RP optix T1
145 esposizioni da 13 s, 100 ISO, f/4,5
Elaborazione: Photivo, GIMP
Luogo di ripresa: Sciolze

NASA, a human adventure: un’incursione nella storia dell’esplorazione spaziale umana

[Cliccare sull’immagine sottostante per accedere alla galleria fotografica della mostra]

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Sabato 13 gennaio 2018 sono stata a Milano con alcuni amici per visitare la mostra “NASA, a human adventure”  che ripercorre la storia dell’ente spaziale statunitense attraverso l’esposizione di diversi modelli e riproduzioni in scala di molti dei razzi che hanno fatto la storia dell’esplorazione spaziale umana.

Dopo un breve video celebrativo della NASA con molte immagini di lanci di razzi, abbiamo attraversato una fedele riproduzione del ponte di accesso al Saturn V della mitica rampa di lancio LC – 39A, da cui sono partite tutte le missioni lunari del programma Apollo. Che emozione ricalcare i passi degli astronauti lunari! Alla fine del ponte ci siamo ritrovati in un ambiente circolare in perfetto stile steampunk dedicato ai primi sognatori dello spazio, da Ray Bradbury, l’autore di Cronache Marziane a Robert McCall, un artista di space art, passando per alcuni spezzoni video del film di Georges Melies Viaggio nella Luna: già a cavallo tra ‘800 e ‘900 si  provava ad immaginare come sarebbe stato viaggiare nello spazio. Fa un certo effetto pensare che molto di quello raccontato nei loro romanzi o film è poi accaduto per davvero…

Entriamo poi nel grande capannone dove sono custoditi i modelli dei razzi: il nostro sguardo è subito catturato dalla riproduzione in scala 1:10 del Saturn V, e devo dire che già così fa una certa impressione, chissà quello vero! Con Luisa stimiamo ad occhio che il diametro del vero Saturn V potrebbe essere uguale all’altezza del capannone che ospita la mostra. 

Ma non bisogna lasciarsi distrarre dalla magnificenza del Saturno V perchè sono presenti molti altri oggetti interessanti, come una serie di gadget per i bambini a tema missioni Apollo: spettacolari il pigiama, su cui sono riprodotti tanti disegnini delle navicelle Apollo, e il flipper spaziale.

Sopra le nostre teste fa bella mostra di sè una riproduzione dello Sputnik 1 in scala 1:1, il primo satellite mai lanciato nello spazio.

Ma uno dei pezzi forti della mostra è la riproduzione a grandezza naturale della sezione anteriore dello Space Shuttle Atlantis! Attraverso degli oblò è possibile curiosare all’interno del ponte inferiore dell’astronave, mentre attraverso una scala di metallo si può accedere al ponte superiore dove si trova la cabina di pilotaggio. Naturalmente non abbiamo resistito alla tentazione di scattarci parecchie foto, ci sentivamo proprio come dei bambini nel paese dei balocchi! 

Da provare anche il G-Force Astronaut Trainer, un simulatore dell’accelerazione a 9 g (cioè 9 volte la forza di gravità) a cui sono sottoposti gli astronauti durante il lancio; per evitare nausee e svenimenti però gli organizzatori della mostra hanno preferito attestarsi sui 2 g, del resto (purtroppo) non siamo astronauti… 

In conlusione: se siete appassionati di spazio e astronomia, vi consiglio vivamente di fare un salto a Milano per visitare questa mostra, c’è tempo fino al 4 marzo. Ne vale veramente la pena.

La “super Luna” del 2 gennaio 2018

Ecco una mia immagine della super Luna del 2 gennaio 2018. Purtroppo non è un granchè perchè ho dovuto lottare contro pesanti veli e contro lo zoom della fotocamera.

Panasonic Lumix DMC-FZ200 su treppiede RP Optix T1.

Posa singola da 1/200 s, 100 ISO, f/8.

Elaborazione: Photivo, GIMP

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Con l’espressione “super Luna” si indica una Luna piena che avviene al perigeo, cioè quando essa si trova alla minima distanza dalla Terra, in questo caso la distanza Terra – Luna era di 356.565 km. Se la Luna percorresse un’orbita perfettamente circolare attorno alla Terra, la sua distanza dal nostro pianeta sarebbe costante; ne consegue che anche il diametro apparente della Luna sarebbe lo stesso, e quindi noi vedremmo la Luna sempre grande uguale. Poiché in realtà la Luna in un mese non percorre un’orbita circolare ma ellittica, essa, nell’arco di un mese, non si troverà sempre alla stessa distanza dalla Terra, ma ad una distanza variabile tra un valore minimo, il perigeo, a circa 356410 km, ed un valore massimo, l’apogeo, a circa 406740 km.

Per ulteriori approfondimenti sulla super Luna consultare questi indirizzi:

http://divulgazione.uai.it/index.php/Cielo_di_Gennaio_2018#LUNA

http://divulgazione.uai.it/images/Super_Luna.pdf ( mio articolo sulla super Luna scritto per la pagina de Il Cielo del Mese curata dall’Unione Astrofili Italiani)

La Luna del 2 dicembre 2016

Venerdì 2 dicembre 2016, tra le ore 19:10 e le 19:11 italiane, mi sono divertita a effettuare due riprese della Luna, che riporto qui di seguito.

La prima immagine è la somma di 13 pose da 1/200 s a 200 ISO. Ogni scatto è stato ripreso col metodo del fuoco diretto attaccando una Canon EOS 400D al fuoco del fedele Newton 200 f/5: sono ben evidenti alcuni crateri sul terminatore, e il Mare Crisium nella zona illuminata dal sole in alto a destra.luna_finale

La seconda immagine è invece la somma di 3 pose da 3 s a 200 ISO, riprese con la stessa strumentazione di prima. In questo caso, ho messo in evidenza la luce cinerea che interessa la parte di Luna non direttamente illuminata dal Sole, dovuta alla luce solare riflessa dalla Terra alla Luna.

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Eclisse parziale di Luna 16 settembre 2016

A causa della presenza di nuvole a volontà proprio in direzione della Luna, non pensavo di riuscire ad osservare l’eclisse parziale di penombra di Luna del 16 settembre, e ormai mi rassegnavo al peggio. Fortunatamente però alle 20.59 italiane si è aperto un piccolo sprazzo di cielo sereno tra le nuvole, che mi ha permesso di riprendere questa immagine, 5 minuti dopo il massimo; il nord rimane a sinistra, proprio là dove la Luna appare più scura a causa dell’ombra terrestre proiettata sulla sua superficie. Il fenomeno era visibile già ad occhio nudo, ma ancora meglio con un binocolo 10×42 e attraverso il telescopio. Sempre approfittando di uno spazio in mezzo alle nubi, ho ripreso anche un secondo scatto alle 21.02 italiane, in cui già si nota il veloce allontanamento dell’ombra della Terra dalla superficie lunare, che sta iniziando a riprendere l’usuale colorazione grigia chiara.

Canon EOS 400D al fuoco diretto del Newton 200 f/5, scatto singolo di 1/200 s a 200 ISO ripreso alle 20.41 italiane. Elaborazione con Photivo e GIMP.

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Canon EOS 400D al fuoco diretto del Newton 200 f/5, scatto singolo di 1/200 s a 200 ISO ripreso alle 21.02 italiane. Elaborazione con Photivo e GIMP.

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Congiunzione Luna – Marte – Saturno – Antares del 9 settembre 2016

Venerdì 9 settembre alle ore 20.41 italiane ho potuto osservare e fotografare una bella congiunzione tra la Luna al primo quarto, Marte, Saturno e Antares. Canon EOS 400 D, posa singola da 8 s a 400 ISO . Per permettere l’identificazione dei diversi corpi celesti riporto poco sotto una schermata di Stellarium alla stessa scala della foto.

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