Congressi

24 – 25 novembre 2018: un weekend emiliano all’insegna della (g)astronomia

Già da alcuni mesi pianificavo di visitare la Fiera dell’astronomia di Bologna del 24 e 25 novembre 2018, perchè, incredibile ma vero, quel weekend era completamente sgombro da impegni lavorativi! L’idea originaria era di andarci con gli amici astrofili dei Celestia Taurinorum, una nuova associazione torinese di astrofili di cui faccio parte: dovevamo fermarci per entrambi i giorni, poi per ragioni varie si poteva solo un giorno, infine la gita sociale è saltata. E allora mi son detta: quale migliore occasione per visitare anche il planetario di Ravenna? Questo planetario è gestito dagli amici dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta (ARAR), che conobbi nel 2007 a Saint-Barthelemy, Valle d’Aosta, durante lo star party del 2007, il mio primo star party valdostano: e già allora mi chiesero “Ma quando vieni a visitare il nostro planetario” morale della favola, in tutto questo tempo non sono mai riuscita ad andarci, per un impegno o l’altro… e quindi ho colto la palla al balzo: visitiamo il Planetario di Ravenna il 24, e la Fiera il 25!

Sabato 24 ho trovato l’amico Paolo Morini e sua moglie ad accogliermi ala stazione di Ravenna, e, dopo un veloce spuntino a base di piadina romagnola, abbiamo fatto una breve passeggiata per Ravenna, passando vicino alla tomba di Dante Alighieri e al convento di San Francesco. Durante questa passeggiata, ad un certo punto siamo passati accanto ad una vetrina di una fondazione bancaria che ogni tanto ospita delle piccole esposizioni temporanee. E quella di stavolta ha subito attirato la nostra attenzione: una intera vetrina piena di cimeli delle missioni lunari Apollo organizzata dall’ARAR! Presenti, tra le altre cose, un modello in scala 1:100 del razzo Saturno V, francobolli commemorativi, un modellino del LEM e una bellissima mappa lunare. Già, perchè il prossimo anno cade il 50-esimo anniversario della missione Apollo 11…

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La vetrina dei cimeli lunari [cliccare sull’immagine per vedere le altre foto]

Da bravi astrofili, io e Paolo non abbiamo saputo resistere alla tentazione di scattarci diversi selfie davanti alla vetrina…

Alle 16.30 siamo andati al planetario per assistere ad una attività per bambini intitolata “I mestieri del cielo: l’astronauta” tenuta da Amalia Persico, una simpatica divulgatrice scientifica nonchè assidua frequentatrice del planetario. Durante la prima parte dell’attività ho finalmente potuto ammirare il cielo del planetario ravennate: la cupola ha un diametro di 8 m e sotto di essa possono accomodarsi 56 persone. A differenza di altri planetari, il planetario di Ravenna monta un proiettore ancora del tipo meccanico (modello ZKP 2 della Zeiss) simile a quello del planetario di Milano, che gli conferisce un certo fascino un pò retrò. Ho potuto constatare come le stelle proiettate sulla cupola siano perfettamente puntiformi e ben definite, cosa che non avviene se il proiettore è digitale.

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Il proiettore del planetario di Ravenna. In primo piano la console di gestione.

La sera abbiamo cenato al ristorante “Tre di Briscola”, a mezzoretta di macchina da Ravenna: questo ristorante propone cucina tipica romagnola, e in effetti abbiamo mangiato proprio bene: segnalo i cappelletti al ragù e in brodo, le tagliatelle al ragù e lo squacquerone, un formaggio tipico simile allo stracchino, da mangiare con i fichi caramellati e dei quadrati di pasta salata e fritta che esteriormente ricordano un pò le bugie di Carnevale. Eh, lo dico sempre che astronomia e gastronomia vanno a braccetto… e questa è l’ennesima dimostrazione.

La mattina dopo Paolo Alfieri, un altro mio amico astrofilo di Ravenna, è passato a prendermi al B&B “Al battistero” dove ho pernottato, abbiamo poi recuperato l’altro Paolo e siamo partiti per Bologna per visitare la Fiera dell’Astronomia: alle 9.30 eravamo già lì assieme a parecchia altra gente, fortuna che avevamo preso i biglietti online il giorno prima e quindi abbiamo evitato la coda, oltre ad avere un piccolo sconto di 2 euro sul costo del biglietto di ingresso.

La Fiera dell’Astronomia era abbinata a quella dell’Elettronica, e al mercatino dell’usato fotografico, e purtroppo è stata poco presente sotto l’aspetto rivenditori di strumentazione astronomica: unici presenti Geoptik e Reginato. Presenti anche gli stand di Coelum e Nuovo Orione e le Stelle e come associazioni astrofili le seguenti:

ADAA Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica (Organizzatore)

AAB – Ass.ne Astrofili Bolognesi

AAAV – Ass. Astrofili Alta Valdera

N.A.S.A. Astrofili Senigallia

PLANit Associazione Planetari Italiani

Starlight

U.A.I. Unione Astrofili Italiani

S.O.F.O.S.

CRAB NEBULA

Nonostante la pecca della ridotta presenza di rivenditori di strumentazione astronomica, ho partecipato comunque volentieri a questa fiera perchè è stata una magnifica occasione per ritrovare amici di vecchia data e chiacchierare con persone nuove. Nel primo caso, per esempio, ho scoperto che un mio amico di Savona, Ugo, è stato professore di fisica in prima superiore di un altro mio amico astrofilo, Jason, affezionato frequentatore dell’Astrobioparco di Felizzano. Ho poi ritrovato Elena e Gianmarco dell’Associazione Astrofili Bolognese, incontrati al congresso UAI di Castiglione dei Pepoli del 2014, e Simonetta Ercoli del planetario gonfiabile Starlight. E ad un certo punto ho incontrato addirittura un amico astrofilo dei Celestia, Giampiero! Riguardo le nuove conoscenze, ho potuto chiacchierare con Piergiorgio della NASA Senigallia: appassionato osservatore visuale del cielo, è specializzato nel disegno dei dettagli lunari, e mi ha mostrato alcuni suoi bellissimi disegni.

Tra le altre curiosità, c’era anche una capsula COSMOS-2104, una capsula sovietica degli anni ’70 che aveva lo scopo di fotografare la superficie terrestre nelle bande del visibile e dell’infrarosso e di riportare a terra queste fotografie.

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La capsula COSMOS-2104

In conclusione, sono contenta di aver partecipato alla fiera, che verrà ripetuta il prossimo anno, e, secondo alcune indiscrezioni, ci saranno più rivenditori di materiale astronomico. Sarà vero? In tal caso, io faccio che prenotarmi per il prossimo anno…

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XLVII Congresso UAI – Castiglione dei Pepoli, 9-11 maggio 2014

Da venerdì 9 maggio a domenica 11 maggio sono stata a Castiglione dei Pepoli (BO) per il XLVII Congresso dell’Unione Astrofili Italiani, che si è svolto al Palapepoli, una nuova strutura polifunzionale del Comune.

Castiglione dei Pepoli è un tranquillo paese sull’Appennino tosco-emiliano, proprio al confine tra Emilia Romagna e Toscana, alla quota di 691 m s.l.m. In generale questa zona è nota per l’ottima cucina: e in effetti durante questo congresso, non sono affatto mancate le occasioni per praticare la G-Astronomia! [ Nota per chi non è del mestiere: per G-Astronomia si intende il perfetto abbinamento tra l’Astronomia e la gastronomia, anch’essa fondamentale per il pieno benessere dell’astrofilo.] Scherzi a parte, la storia di questo paese affonda le sue radici molto indietro nel tempo: qui potete leggere alcuni cenni storici su Castiglione dei Pepoli, che ho letto su un pannello esplicativo nel centro storico del paese, che ho fotografato; ho nominato le immagini come “Storia di Castiglione dei Pepoli”.

E veniamo agli interventi che si sono susseguiti durante il Congresso, che sono stati tutti molto interessanti. In particolare, quelli che ho apprezzato di più sono stati l’intervento della dott.sa Antonina Speziale, che ci ha parlato del recupero di una meridiana a camera oscura della chiesa di Sant’Agostino a Urbino. La visita alla meridiana è stata inserita in numerose iniziative organizzate dal locale gruppo di astrofili rivolte sia al pubblico generico sia alle scuole.

Un’altra chiacchierata molto interessante è stata quella del dott.Giampaolo Vettolani, che ci ha proiettato nel futuro delle osservazioni astronomiche proponendoci una carrellata di telescopi in fase di progettazione o costruzione: basti pensare allo European Extremely Large Telescope (EELT), uno strumento da 42 m di diametro che verrà costruito in un sito in Cile gestito dallo European Southern Observatory (ESO) dove già si trovano altri grandi strumenti, come il Very Large Telescope, una batteria di quattro telescopi da 8 m di diametro ciascuno che possono lavorare sia singolarmente sia in modalità interferometrica.

E infine, la piacevole chiacchierata di Walter Ferreri dell’Osservatorio Astrofisico di Torino, che ci ha parlato della sua quarantennale attività di astronomo, non risparmiandoci anche alcuni divertenti aneddoti relativi alla sua carriera professionale: questo il tema portante della lectio magistralis di Ferreri dopo che l’UAI gli ha conferito il Premio Lacchini, un premio speciale che va a persone che si sono particolarmente distinte nella divulgazione dell’Astronomia.

Durante il congresso, la sera del venerdì si è tenuto lo star party pubblico di fronte al Palapepoli: nonostante i pesanti veli, siamo comunque riusciti a osservare Marte, Saturno e la Luna.

Come già accennavo all’inizio, la G-Astronomia ha avuto la sua parte: in occasione della cena sociale ci siamo recati in un ottimo ristorante in località Camugnano, dove abbiamo potuto gustare diversi piatti tipici locali.

Il Congresso si è concluso nella mattina di domenica 11 maggio.

Qui potete vedere le foto del congresso scattate da me mentre sul sito UAI potete leggere un altro resoconto e vedere altre foto del congresso.

XLVI Congresso dell’Unione Astrofili Italiani

Da venerdì 24 a domenica 26 maggio 2013 sono stata a Tradate in occasione del XLVI Congresso dell’Unione Astrofili Italiani. Tradate è un paese in provincia di Varese che ospita una struttura dedicata principalmente alla divulgazione e alla didattica dell’astronomia, gestita dalla Fondazione Osservatorio Astronomico M13 . Leggendo nel loro sito, come curiosità, si scopre il perchè dell’aggiunta “M13” all’acronimo FOA: “Nel 1974 dal Radiotelescopio di Arecibo, il più grande del Mondo con i suoi 300 metri di diametro, inviò per la prima volta nella storia dell’uomo, un radio messaggio verso le stelle per dire che esisteva una specie intelligente che viveva in uno sperduto pianeta in uno sperduto Sistema Solare della nostra Galassia, la Via Lattea. Il messaggio fu inviato verso M13 nella Costellazione di Ercole, un Ammasso Globulare di decine di migliaia di stelle, dove si immagina ci sia maggiore probabilità che una vita intelligente possa decifrare il messaggio. 

Il CDA della FOAM13 nel giorno della sua costituzione ha deciso di aggiungere all’acronimo FOAM, a ricordo di questo evento, Messier 13″.

L’osservatorio è immerso nella natura del Parco Naturale “Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate”, con cui spesso collabora nella realizzazione di attività congiunte, condotte da esperti animatori, che hanno l’intento di far apprezzare al pubblico generico ed alle scuole le molteplici meraviglie naturalistiche del Parco e del cielo notturno. A tal proposito ritengo bellissima la citazione di Galileo Galilei che è stata presa come motto dell’Osservatorio: “Non basta guardare, bisogna guardare con gli occhi che vogliono vedere…”

Il XLVI Congresso UAI è stata l’occasione per visitare il complesso, perchè non ero mai stata prima, e la curiosità di andarci mi è venuta dopo gli entusiastici resoconti di alcuni amici astrofili che l’avevano visitato prima di me.

Sono arrivata a Tradate il 24 mattina presto, dopo una levataccia all’alba per prendere il primo treno da Torino: ho fatto appena in tempo a posare i bagagli all’Hotel Romagna, e subito il pullman navetta ha portato noi congressisti all’osservatorio.

Una delle prime cose che ho visto dopo aver varcato il cancello dell’osservatorio e che mi è piaciuta parecchio è stata la specola del telescopio principale, sulla cui parete meridionale era dipinta un bellissimo quadrante solare:

Purtroppo abbiamo avuto il piacere di vedere questa meridiana all’opera, e gli altri quadranti solari, soltanto l’ultimo giorno di congresso, perchè il meteo è stato avverso per i primi due giorni: accidenti, si è messo addirittura a piovere e faceva freddo…altro che 24 maggio, sembrava di essere al 24 novembre. Pazienza, tanto eravamo praticamente dentro la sala conferenze ad ascoltare gli interessantissimi interventi che si sono susseguiti uno dopo l’altro a ritmi serratissimi. Tra gli interventi a mio avviso più interessanti del primo giorno, quelli dei prof. Macalli e Palumbo, che ci hanno parlato rispettivamente di Ercole Dembowsky, grandissimo osservatore di stelle doppie vissuto nell’800, e di un’opera pressochè sconosciuta di Giacomo Leopardi, la “Storia dell’Astronomia”. Alle 19.30 circa ho assistito assieme agli altri astrofili presenti all’inaugurazione della nuova struttura osservativa della FOAM13, durante la quale è stata scoperta una targa dedicata ad Ercole Dembowsky, e abbiamo potuto vedere l’apertura del tetto scorrevole della struttura.
La mattinata del 25 maggio per me è stata segnata dal un bel dilemma: che cosa faccio? Vado a fare l’escursione all’Eremo di Santa Caterina del Sasso oppure seguo le relazioni della Sessione Sistema Solare? Vi assicuro che sono stata parecchio dibattuta sul da farsi, perchè da un lato mi sarebbe dispiaciuto non visitare l’eremo, ma dall’altro avrei mi sarei persa il dott.Guaita, che di professione fa il chimico, ma si occupa volentieri anche di astronomia e in questa veste tiene delle conferenze davvero interessanti (ho avuto occasione di ascoltarne qualcuna in occasione di una edizione della Scuola Estiva di Astronomia organizzata dall’Osservatorio autonomo della Regione Valle d’Aosta)…alla fine mi sono decisa: vado all’eremo! E ne è valsa la pena, peccato solo che il meteo non ci abbia regalato un bel cielo azzurro. La nostra guida, Stefania, ci ha accompagnato in un tour davvero affascinante attraverso il Medioevo e il primo Rinascimento di questo eremo abbarbicato su uno strapiombo di parete rocciosa a picco sul Lago Maggiore: la tradizione vuole che sia stato fondato da
Alberto Besozzi, un ricco mercante locale che, scampato ad un nubifragio durante la traversata del lago, decise di ritirarsi su quel tratto di costa e condurvi vita da eremita.

Il campanile

Senza dubbio la conferenza più bella che ho ascoltato il 25 maggio è stata quella tenuta da Piero Bianucci, noto divulgatore e giornalista scientifico, in occasione della consegna del Premio Lacchini: più che una conferenza, si è trattata di una piacevolissima chiacchierata tra una curiosità astronomica e l’altra: per esempio, si dice che Einstein pensò per la prima volta alla Relatività Speciale durante un viaggio in autobus, chiedendosi come avrebbe visto le lancette della Torre dell’Orologio di Berna se il bus avesse viaggiato alla velocità della luce (Le avrebbe viste ferme, a causa della dilatazione dei tempi).

I lavori del 26 maggio sono iniziati con la Sessione Inquinamento Luminoso. Il primo a parlare è stato il dott.Scardia, astronomo presso l’osservatorio di Brera – Merate, che ci ha raccontato, per averlo visto di persona, che l’ormai dilagante inquinamento luminoso interessa persino il sito di La Silla in Cile, che si trova  a 2400 m s.l.m., a causa dei lampioni di una strada! Roba da non credere: per parecchi astrofili presenti in sala è stata una notizia sconvolgente, e un senso di tristezza si è certamente insinuato in loro: tristezza perchè se persino quelli che sono considerati i cieli più belli del mondo iniziano ad essere divorati dal csncro dell’inquinamento luminoso, ci si domanda se tra qualche decina di anni sarà possibile ancora osservare un cielo perfettamente buio, e questo soprattutto per chi verrà dopo di noi. Il problema del Cile, come ci ha fatto notare Mario Di Sora, presidente dell’Unione Astrofili Italiani, nella chiacchierata successiva, è che le leggi contro l’inquinamento luminoso ci sono, ma nessuno si preoccupa che vengano rispettate: e (purtroppo) i risultati si vedono…e non solo in Cile, anche qui in Italia…

La Sessione Speciale Astronautica ha visto il dott.Luigi Pizzimenti raccontarci l’incredbile avventura intrapresa da lui e diversi amici, tra cui diversi astrofili del GAT e del FOAM13 un pò di tempo fa: in occasione di una mostra temporanea sulle missioni lunari Apollo ospitata presso il Salone polivalente del Comune di Comerio dal 19 aprile al 5 maggio 2013, al gruppetto di impavidi è venuta l’idea di costruire un modello in scala 1:6 del modulo di comando Casper della missione Apollo 16: e fin qui niente di strano…poi però hanno pensato che la scala 1:6 non andava bene, perchè ritenevano il modello tropppo piccolo: e quindi hanno sempre costruito il modello, ma…in scala 1:1 ! E con tanto di riproduzione fedele e funzionante del computer di volo. Un’impresa a dir poco folle, perchè tra una cosa e l’altra ha portato via quasi un anno di lavoro intenso al gruppo di coraggiosi, ma a quanto pare ben riuscita, perchè le persone che hanno lavorato all’originale si sono ritrovate in tutto e per tutto nei disply, nei display, nell’abitacolo stesso…

A Comerio naturalmente non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di entrare nella riproduzione del modulo di comando Casper: mi sono sentita un pò impedita nei movimenti, perchè occorre una manovra da acrobati-contorsionisti per prendere posto nel modulo, ma alla fine ce l’ho fatta. Ma come accidenti avranno fatto gli astronauti a infilarsi nell’angusto abitacolo con le ingombranti tute spaziali e tutto il resto???  E’ stata una domanda a cui non ho ancora trovato risposta…

Il congresso è terminato in bellezza con un’osservazione del Sole con numerose macchie (finalmente, dopo due giorni di brutto tempo!) proiettato su una parete del laboratorio eliofisico dell’osservatorio, e infine con un gustoso buffet offerto dallo staff FOAM13.

Devo dire che mi sono proprio goduta questo congresso, perchè ho incontrato molte persone simpatiche, e per tre giorni non ho minimamente pensato al solito tran tran quotidano, per cui spero di ripetere questa esperienza al prossimo congresso UAI…

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