Il cielo del mese – Settembre 2018

Settembre 2018 – Unione Astrofili Italiani

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M 45 Pleadi – Ammasso aperto nel Toro

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Data di ripresa: 29 agosto 2018
Luogo di ripresa: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100 modificata full spectrum + correttore di coma Baader Planetarium MPCC Mark III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni:
36 immagini da 5 min 800 ISO
51 dark
51 flat
251 bias

Elaborazione: Pixinsight, Photoshop

NGC 869 – 884 Doppio ammasso aperto nel Perseo

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Data di ripresa: 28 agosto 2018
Luogo di ripresa: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100 modificata full spectrum + correttore di coma Baader Planetarium MPCC Mark III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 10 immagini da 3 min 800 ISO, 11 dark da 3 minuti, 31 flat

Elaborazione: Pixinsight, Photoshop

Avventure e disavventure sopra quel ramo del lago di Como: campo estivo Celestia Taurinorum – Rifugio Venini, Monte Galbiga (CO), 9 – 11 agosto 2018

Dal 9 all’11 agosto ho partecipato con i miei astrofili di Celestia Taurinorum al II campo estivo astronomico dell’associazione presso il rifugio Venini: esso si trova a 1500 m s. l. m.  in Valle d’Intelvi, sopra il lago di Como, sopra i paesi di San Fedele e Pigra.

[Cliccare sulla foto sottostante per accedere alla galleria fotografica del campo estivo]

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E’ giovedì 9 agosto 2018: finalmente, dopo mesi che se ne parlava, è arrivato il momento di partire per il campo estivo! Dopo aver controllato di non aver dimenticato nulla, mi metto in viaggio: arrivo tranquillamente fino a Como, ignara che di lì a poco la nostra avventura avrebbe assunto toni epici. Giunta sul lago, mi accingo a percorrere la strada che lo costeggia, lasciandomi alle spalle i vari paesini che si affacciano sulle sue rive: Lenno, Mezzegra, Azzano, Tremezzo, Cadenabbia… ad un certo punto però il traffico rallenta, finchè non si trasforma in un gigantesco ingorgo in cui è impossibile andare avanti o tornare indietro. Anche gli altri ragazzi dei Celestia sono nella stessa situazione, e ben presto ci rendiamo conto che non ne saremmo usciti in breve tempo. Usciti dal maxi ingorgo, ecco che ci si profila all’orizzonte la seconda disavventura: sbagliamo strada! Il navigatore vuol farci fare a tutti i costi il sentiero che solitamente fanno gli escursionisti a piedi per raggiungere il rifugio impiegandoci circa tre ore. Poi, guardandoci attorno, ci accorgiamo che l’edificio appena raggiunto non è il rifugio: è troppo basso, e in più è piuttosto diverso dalle foto viste in Rete! Al che telefoniamo al rifugio, chiedendo lumi su come raggiungerlo: evidentemente li stiamo facendo disperare, secondo me almeno altre 200 persone avevano telefonato prima di noi per la stessa ragione. Ormai l’ora di pranzo è passata, sono quasi le tre del pomeriggio, e io sono quasi tentata di tornare indietro. Alla luce delle indicazioni dei gestori del rifugio, finalmente riusciamo a raggiungere il Venini: le fatiche per arrivare sono ripagate dal panorama mozzafiato che ci si para davanti: il rifugio è su un crinale che parte dal monte Galbiga, alto 1698 m, e si gode di una vista eccezionale sul lago di Como! Dopo pranzo, decidiamo di allestire il campo base a poche decine di metri dal rifugio. Alberto ha portato un Newton 40 cm f/4,3 in fibra di Carbonio, che farà bella mostra di sè su una grande montatura equatoriale a forcella autocostruita, Christian, Samuel e gli altri intanto portano su treppiedi e montature dei loro telescopi. Io scelgo un angolino di prato pianeggiante, e sistemo treppiede, montatura e contrappesi, poi copro il tutto con l’apposito telo. Il meteo è incerto, grosse nuvole stanno arrivando; penso che sì, verrà giù un pò di pioggia, ma non dovrei avere troppi problemi, tanto c’è il telo che protegge il tutto…sbagliato! In pochissimo tempo viene giù il diluvio universale: pioggia, vento, fulmini, due di essi cadono abbastanza vicini al rifugio, e ad un certo punto, guardando fuori, non vedo più la mia montatura: panico totale, quando realizzo che una raffica di vento più forte ha tirato giù tutto, e che la mia bella NEQ6 giace per terra sotto la pioggia! Mi metto le mani nei capelli, e sbianco in viso, in quel momento penso che la mia faccia sia diventata più bianca della montatura stessa. Finita la tempesta, mi precipito fuori a constatare l’entità dei danni: apparentemente sembra tutto a posto, gli altri ragazzi mi aiutano a portare tutto dentro e asciughiamo alla bell’e meglio, dovrò però farla controllare. Accidenti, che gran stupidaggine che ho fatto, neanche se avessi iniziato da poco… mi consolo con la cena, e poi con una bella partita di “Cards against humanity”, un gioco di società che non conoscevo, portato da Christian: l’idea è che, a turno, ognuno pesca una carta nera con una domanda, e gli altri devono rispondere nel modo più bizzarro possibile con una risposta contenuta in una carta bianca. Il gioco è davvero divertente, e una partita può durare anche molte ore. Alle 23 circa diamo un’occhiata al cielo, ma purtroppo è coperto, per cui niente osservazioni: ci tocca andare a dormire.

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L’indomani, 10 agosto, il cielo è sereno: un manipolo di coraggiosi esploratori dei Celestia capeggiati da Luca e Andrea parte alle 7 e punta senza esitazione verso la cima del monte Galbiga per sottoporsi a una dura sessione di allenamento fisico in perfetto stile marines: addominali, flessioni, planck, squat… devono scolpirsi per temprarsi a una nuova nottata osservativa. Molti pensano all’astronomia come ad un hobby tranquillo, ma non è affatto così, e tra poco capirete il perchè. Io, vigliaccamente, non ho fatto parte della spedizione, perchè mi sono alzata più tardi, anche perchè nel frattempo ci ha raggiunto un mio amico, Martino, con cui faccio la stessa passeggiata fino alla cima del Galbiga ma con calma: sarà un segno che sto invecchiando? Giunti in cima ci sbizzarriamo a fotografare il paesaggio, da lì si possono osservare i due laghi di Lugano e Como. Sulla via del ritorno passiamo davanti al piccolo osservatorio astronomico gestito dal Gruppo Astrofili Lariani: purtroppo è chiuso; provo lo stesso a telefonare per chiedere se era possibile fare un’eccezione per noi astrofili, ma niente, la prossima serata sarà il 18 agosto. Pazienza, ci consoleremo con la g-astronomia all’ora di pranzo, che richiede poco per essere praticata con profitto: una buona compagnia, buon cibo e vino rosso a volontà per vedere il Quadruplo Ammasso di Perseo e stelle doppie a gogò. Il pomeriggio sembra essere tranquillo, e lo è fino ad un certo punto, ma anche stavolta ci sbagliamo: un gruppo di sei ragazzi belgi è salito al rifugio a piedi in circa tre ore, ma adesso che sono le 19 sono stravolti e non se la sentono più di scendere a piedi, e quindi cercano qualcuno che li accompagni giù fino a San Fedele. Si offrono Samuel e Giulia e la sottoscritta con Martino. Fortunatamente riusciamo a comunicare in inglese, perchè purtroppo nessuno di noi conosce il belga, e riusciamo anche a farci un sacco di risate. Quando ritorniamo, ormai è ora di cena: finalmente il cielo è sereno! E una bella Via Lattea fa capolino sopra le nostre teste, c’è però tanta umidità, per cui decido di non montare il mio telescopio, ma di tentare uno star trail sul lago di Como. I ragazzi invece si precipitano a montare i loro telescopi, e riescono ad osservare alcuni oggetti tipici del cielo estivo, tipo le nebulose Laguna e Omega e il Velo del Cigno. Le nostre osservazioni ad un certo punto vengono interrotte da un incontro ravvicinato del terzo tipo: una mucca astrofila! È bianca e nera, e passeggia per il campo base muggendo a squarciagola; temo per i telescopi, ma per fortuna non capita nulla. Quando ritorna, si piazza alla mia destra a cinque metri di distanza e rimane immobile per un bel pò: starà schiacciando un pisolino? Quando si sveglia, si gira verso di me, e a quel punto mi preparo per una fuga a gambe levate assieme alla macchina fotografica perchè temo voglia rincorrermi; quando avanza verso di me decido di spostarmi prudentemente in un altro luogo. Martino tira fuori il binocolo 20×100 con cui osserviamo, assieme a Matteo, Dalila, e Giampiero il Doppio Ammasso di Perseo, M 57,  M 11, la galassia di Andromeda, M 27 e NGC 457. L’umidità però avanza implacabile e alle 2.30 siamo costretti a chiudere baracca e burattini e ad andare a dormire.

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La mattina del 12 agosto è caratterizzata dalla solita passeggiata sulla cima del Galbiga, stavolta a caccia fotografica di parapendiisti! È uno spettacolo vederli prepararsi al decollo e discutere di termiche, planate, traversoni, meteorologia, quanto mi piacerebbe provare un volo in tandem in parapendio! Mentre fervono i preparativi scambiamo anche due parole con loro. Poco prima di pranzo osserviamo il Sole, che, essendo nel minimo di attività, non mostra alcuna macchia solare; e il campo estivo per alcuni di noi si conclude così, con uno o più piattoni di risotto ai funghi e tante risate in ottima compagnia. Arrivederci al prossimo campo estivo!

 

XI Star party del Monferrato, Odalengo Piccolo, 14 luglio 2018: uno star party per pochi intimi

Per inaugurare alla grande il primo blocco di vacanze, sabato 14 luglio 2018 sono andata allo star party di Odalengo Piccolo, giunto questo anno alla sua undicesima edizione. Sono arrivata lì in mattinata, trovando uno dei miei amici astrofili, Martino, reduce da una nottata proficua nottata per le osservazioni astronomiche, specialmente planetarie. Dopo aver montato la tenda, ho montato anche il telescopio; nel frattempo ci hanno raggiunto anche altri amici astrofili, come Davide, Paolo, Claudia; più tardi ci hanno raggiunto anche Fabrizio e Valentina con loro figlia, una bellissima bimba di appena due mesi: diventerà anche lei un’astrofila, visto che i suoi genitori lo sono? Dopo un panino veloce per pranzo, sono iniziate lunghe chiacchiere tra noi appassionati, e tra una chiacchiera e l’altra ho dato una mano a Davide per montare il suo telescopio, visto che temeva di essersi dimenticato la procedura di montaggio; fortunatamente poi alla fine funzionava tutto, e tutti i cavi erano collegati nel modo giusto. La sera ci siamo mangiati una bella pizza, e con preoccupazione abbiamo constatato il lento ma inesorabile rannuvolarsi del cielo; ritornati in osservatorio, la copertura nuvolosa è diventata sempre più spessa, lasciandoci giusto qualche buco di sereno per fare osservazioni visuali; ecco cosa abbiamo osservato:

M 57 nebulosa planetaria nella Lira

M 31, M 32, M 110 galassie in Andromeda

M 97 nebulosa planetaria nell’Orsa Maggiore

NGC 6960 Velo del Cigno, resto di supernova

NGC 457 ammasso aperto del Gufo, in Cassiopea

M 11 ammasso aperto dell’anatra selvatica nello Scudo

e poi basta, perchè poi le nuvole ahimè hanno avuto la meglio…accidenti! Pazienza, vuol dire che ci rifaremo il prossimo anno; la compagnia comunque è stata ottima, anche se eravamo in pochi ma affiatati amici.

[Cliccare sulla foto per accedere all’album dello star party]

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NGC 6992 Velo del Cigno – Resto di supernova nel Cigno RIELABORATA CON PIXINSIGHT

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Data di ripresa: 23 luglio 2018
Luogo di ripresa: Sciolze

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro con modifiche Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 10 x 600 s 800 ISO, 28 dark, 33 flat, 251 bias
Elaborazione: Pixinsight, Photoshop (si confronti questa versione con quella originaria per apprezzare le potenzialità di Pixinsight)

Star party di Alpette 7 luglio 2018

Sabato 7 luglio 2018, uscita da lavoro, ho deciso di fare una toccata e fuga veloce ad Alpette, un piccolo paesino nel Canavese, in provincia di Torino, per partecipare allo star party organizzato dal locale gruppo astrofili, gli Amici del Polo Astronomico; il programma delle conferenze è stato molto ricco:

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Fonte: Amici del Polo Astronomico

Io purtroppo non ho potuto seguirle, ma dovevano essere molto interessanti. Durante lo star party è stata conferita la cittadinanza onoraria di Alpette al dott. Walter Ferreri, astronomo dell’Osservatorio Astrofisico di Torino.

Dopo aver salutato Daniele, Davide e gli altri astrofili presenti, sono andata verso la piazza dedicata agli astrofotografi, dove ho trovato altri appassionati intenti a montare il loro telescopio. Con tutta la calma immaginabile, anche perchè c’erano nuvole dappertutto, ho montato anche il mio telescopio; e ho potuto constatare che impiego il triplo del tempo per questa operazione, da quando ho avuto la folle idea di lanciarmi a capofitto nell’astrofotografia; devo però dire che non pensavo fosse così divertente! Dopo aver valutato la situazione meteo assieme agli altri astrofili, decido di azzardare una sequenza di scatti sul Velo del Cigno, un resto di supernova dentro l’omonima costellazione, in quel momento quasi allo zenith. Il cielo non è completamente libero dalle nubi, e questo mi fa perdere in continuazione la stella guida, lo stesso capita anche agli altri astrofili presenti. Tra uno scatto e l’altro faccio due passi, e chiedo a un tizio se gentilmente ci spegne la luce del balcone, che guarda caso è diretta proprio verso i telescopi… il tizio fa la cosa giusta (altrimenti gli avremmo riservato un trattamento speciale con la spada laser), e noi e i nostri telescopi finalmente ripiombiamo nell’oscurità.

Ad un certo punto un anziano signore passa a trovarci, è curioso di quello che stiamo facendo, e ci chiede se gli facciamo osservare qualche astro attraverso il telescopio; gli spieghiamo che purtroppo no, non è possibile questo, perchè noi siamo astrofotografi e non siamo attrezzati per le osservazioni visuali; lo mandiamo dai nostri colleghi visualisti nella piazza davanti al planetario, loro sì che possono soddisfare la sua richiesta. Le nuvole non accennano a scomparire; nonostante questo le mie pose vanno avanti, e dopo un pò decido di fare di nuovo una passeggiata, stavolta verso la piazza davanti al planetario, dove possono ammirare un bel Saturno attraverso il C8 di Emanuele, anche se c’è un pò di turbolenza atmosferica; Davide invece si sta arrabbiando con la telecamera planetaria, che il computer, per ragioni del tutto ignote, non riconosce. Scambiate due chiacchiere anche con loro, ritorno alla mia postazione; più o meno sono le 2, e finalmente il cielo si è schiarito! Lancio ancora una sequenza di scatti sul Velo, e nonostante molte tribolazioni, riesco a ottenere qualche scatto decente; devo riconoscere che l’astrofotografia, nonostante sia una faccenda complicata, dà anche diverse soddisfazioni, e questo è quello che ho ottenuto: [cliccate sulla foto per vedere i dettagli tecnici]

Immagine salvata con i settaggi applicati.

Alle 4.30 smonto il telescopio, carico la macchina e vado via; anche se mi sono fermata poco, la notte è stata comunque proficua, e spero di fare presto il bis!

Astronomia all’Astrobioparco di Felizzano

Da quando sono diventata un’astrofotografa (o almeno questa è la mia idea) il tempo libero durante le notti osservative è aumentato a dismisura: se prima molto di esso era dedicato a studiare gli atlanti stellari o a imprecare contro l’appannamento della lente del cercatore che ti impediva di vedere quella nebulosa planetaria , adesso è diverso, perchè dopo aver lanciato la sequenza di scatti, in pratica uno non deve poi far più nulla.

Il video qui sotto nasce proprio a seguito della necessità di inventarmi un nuovo passatempo nonchè dalla curiosità di sperimentare qualcosa di nuovo; si tratta di una serie di scatti effettuati all’Astrobioparco di Felizzano, approfittando del resto delle notti serene post serate divulgative pubbliche oppure del recente star party o di altre occasioni di visita all’Astrobioparco.

Riprese: scatti singoli effettuati con Canon EOS 400 D, Canon EOS 1300 D + obiettivo 18 – 55 mm su treppiede RP Optix T1

Esposizione per time lapse notturni e star trail: 30 s, 800 ISO, f/3,5

Elaborazione: Photivo, GIMP; Starstax per star trail animato, FFMPEG per time lapse

Musica: Epic inspiring di Alex Che