Autore: lavagabondaceleste

M 81, M 82, NGC 3077 Galassie nell’Orsa Maggiore

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M 81, M 82 e NGC 3077 sono tre galassie interagenti, cioè legate gravitazionalmente, proiettate nell’Orsa Maggiore, alla distanza media di circa 12 milioni di anni luce. Si possono già osservare in un telescopio newtoniano di apertura 20 cm come tre piccole macchie luminose; M 81 ed M 82 sono relativamente facili, mentre per scorgere NGC 3077 occorre fare largo uso della visione distolta e trovarsi sotto un cielo molto buio. La galassia M 82 è soprannominata anche galassia Sigaro per via del suo aspetto allungato.

A causa di pesanti velature, non sono riuscita a togliere del tutto il gradiente di luminosità.

DATI TECNICI

Data: 6 febbraio 2019
Luogo: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher rifrattore semi-apocromatico ED 80/600
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + filtro Optolong clip L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 51 x 300 s 800 ISO; 25 dark, 42 flat, 50 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

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Star trail da Saint Barthelemy (AO), 3 – 4 gennaio 2019

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DATI TECNICI

Data: 3 – 4 gennaio 2019
Luogo: Saint Barthelemy (AO)

Camera di ripresa: Canon EOS 1300D + ottica Samyang 8 mm focale fissa fish-eye + treppiede RP Optix T1

Esposizioni: 214 x 30 s 800 ISO

Elaborazione: Pixinsight, GIMP, Starstax

Anello di Barnard in Orione

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L’Anello di Barnard è una nebulosa ad emissione originata dall’esplosione di una supernova avvenuta circa 2 milioni di anni fa. Fu scoperto nel 1895 dall’astronomo E. E. Barnard acquisendo diverse serie di pose lunghe della costellazione di Orione, e si presenta come un grande arco centrato sulla nebulosa di Orione (M 42), la macchia rosata visibile nella foto in basso attorno al centro della Spada. La distanza è stimata tra 518 a. l. e 1434 a. l., corrispondenti a dimensioni effettive comprese tra 100 e 300 a. l.

Ho ripreso questa nebulosa in due notti; purtroppo il tempo di integrazione avrebbe dovuto essere maggiore, ma numerose e spesse velature della prima sera, il forte vento della seconda sera e la mancanza del filtro anti inquinamento luminoso mi hanno costretto a scartare diverse pose. E a causa del vento e di un non perfetto allineamento al polo dell’astroinseguitore si nota anche che diverse stelle sono un pò allungate: in effetti si trattava dell’inaugurazione ufficiale del mio nuovo giocattolino astronomico, e cioè proprio dell’astroinseguitore, con cui devo familiarizzare ancora un pò; considero comunque il test pienamente superato, e cercherò di ripeterlo non appena possibile.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 4 -5 gennaio 2019
Luogo di ripresa: Saint Barthelemy (AO)

Montatura: astroinseguitore IOptron Skytracker + treppiede RPOtix Red Pod
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum
Obiettivo: Canon 50 mm f/1,8 aperto a f/1,8

Esposizioni: 28 x 360 s 800 ISO
Elaborazione: Pixinsight, GIMP

NGC 2359 Nebulosa Elmo di Thor nel Cane Maggiore

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La Nebulosa Elmo di Thor prende il suo nome da Thor, divinità nordica che indossava un elmo con due corni ai lati: e in effetti la caratteristica forma di questa nebulosa lo ricorda! La nebulosa si estende per circa circa 30 anni luce, ed è lontana circa 12000 anni luce. Si tratta di una nebulosa ad emissione prodotta dal vento stellare di una stella Wolf-Rayet, un tipo di stella di grande massa in procinto di esplodere come supernova.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 3 gennaio 2019
Luogo di ripresa: Saint Barthelemy (AO)

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 2 x 300 s 800 ISO, 42 x 360 s 800 ISO; 25 dark, 41 flat, 51 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

Eclisse totale di Luna 21 gennaio 2019

Lunedì 21 gennaio 2019 ho potuto osservare una nuova eclisse totale di Luna, appena sei mesi dopo l’eclisse totale lunare di luglio 2018. Fortunatamente il meteo si è mostrato clemente per tutta la durata dell’eclisse, nonostante le previsioni non molto favorevoli, e una foschia incipiente nella direzione da cui sarebbe sorto il Sole di lì a poco. Tra una fotografia e l’altra (835 immagini!) ho potuto osservare il fenomeno visualmente attraverso un vecchio Newton 114 / 900 e un binocolo 10 x 40.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 21 gennaio 2019
Luogo di ripresa: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher rifrattore semi – apocromatico ED 80/600
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1300D
Esposizioni: da 1/200 s 100 ISO prima della totalità a 1,3 s 400 ISO durante totalità a 1/4 s 100 ISO dopo totalità; per ulteriori dettagli rimandiamo direttamente alla galleria fotografica

Elaborazione: Darktable, GIMP

Cliccare sull’immagine per accedere alla galleria fotografica

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IC 443 Nebulosa Medusa nei Gemelli

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La Nebulosa Medusa è un resto di supernova a circa 5000 a. l. dalla Terra: si ritiene che l’esplosione che l’ha originata sia avvenuta 30000 anni fa. È chiamata così per via del suo aspetto molto somigliante ad una medusa.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 31 dicembre 2018
Luogo di ripresa: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 74 x 300 s 800 ISO; 30 dark, 40 flat, 50 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

 

La costellazione del Cane Maggiore sopra il Monte Emilius

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La costellazione del Cane Maggiore è nota sin dall’antichità, e secondo la mitologia greco – romana rappresenta uno dei due cani che accompagnavano il gigante Orione durante le sue battute di caccia. La stella più luminosa di questa costellazione è Sirio, una stella bianco azzurra con una massa circa il doppio di quella solare. Sirio è anche la stella più luminosa di tutto il cielo, ed è distante circa 8,6 a. l. dalla Terra. L’alone azzurro attorno alla stella Sirio è un artefatto dovuto a saturazione del sensore. Un pò sotto Sirio è visibile l’ammasso aperto M 41, lontano 2300 a. l.

DATI TECNICI

Data: 4 gennaio 2019
Luogo di ripresa: Saint Barthelemy (AO)

Camera di ripresa: Canon EOS 1300D
Ottica: 50 mm f/1,8
Treppiede: RPOptix T1

Esposizioni: 1 x 9 s 800 ISO

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

NGC 2244 Nebulosa Rosetta nell’Unicorno

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La Nebulosa Rosetta è una nebulosa ad emissione osservabile nella direzione della costellazione dell’Unicorno, distante circa 5000 a. l. dalla Terra. Il suo nome deriva dalla caratteristica forma che ricorda un pò la corolla di un fiore. Al suo centro si trova l’ammasso aperto NGC 2244. Ammasso aperto e nebulosa fanno parte di una più vasta regione di idrogeno molecolare (H II), che è di colore rossastro: questo avviene perchè la radiazione ultravioletta delle stelle dell’ammasso eccita gli atomi di idrogeno della nebulosa portandoli ad emettere luce rossa. Il diametro reale della nebulosa Rosetta, sui 100 a. l., corrisponde a un diametro apparente pari grossomodo a quello di tre Lune piene.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 30 dicembre 2018
Luogo di ripresa: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 44 x 300 s 800 ISO (integrazione circa 3,7 ore); 25 dark, 51 flat, 52 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

M 37 Ammasso aperto in Auriga

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M 37 è un ammasso aperto osservabile all’interno della costellazione di Auriga. Al limite della visibilità ad occhio nudo sotto un cielo molto buio, ha un diametro apparente di circa 23′, cioè poco minore di quello della Luna piena., e la sua distanza è stimata in circa 4000 al dalla Terra. All’osservazione visuale attraverso un telescopio appare formato da stelle azzurre e arancioni, e queste sfumature di colore si possono evidenziare meglio attraverso la fotografia. Il colore arancione di alcune delle stelle dell’ammasso tradisce il fatto che si trovano in una fase avanzata della loro evoluzione.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 3 gennaio 2019
Luogo di ripresa: Saint Barthelemy (AO)

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 30 x 300 s 800 ISO; 25 dark, 41 flat, 51 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP